Il silenzio puro e semplice piacere dell’ animo attraverso il quale scrutare nell’ infinito delle proprie idee, grazie al quale osservare in totale contemplazione orizzonti e panorami naturali di paradisiaca bellezza, silenzio grande compagno nei momenti di riflessione interiore ed impagabile narratore dei segreti dell’ universo, porta invisibile verso l’assoluto.
Il silenzio é scomparso, violentato da una societá che collassa a ritmi spasmodici tra rumori assordanti e ripetitivi.. Il silenzio non esiste piú , é stato inghiottito dall’ industrializzazione, dalla molestia con cui a tutte le ore del giorno e della notte, la nostra societá si esprime. In particolare , quasi a supportare questa mia confessione, vi é la totale assenza di suoni prodotti dalla natura, dall’ acqua, dagli animali , che tanto potere terapeutico hanno sulle nostre menti ancestrali. Il borbottio del mare, il fruscio del vento tra le fronde delle pinete sulla spiaggia, il lento e conciliante canto delle cicale, il sottobosco che vive di sussurri… Le nostre fabbriche, i tram, le macchine, gli uffici, le nostre grida hanno distrutto il piacere di udire, di sentire, di amare il suono ed i rumori naturali. Il chiasso, i livelli altissimi di rumore ovunque hanno spinto alcuni, per disperazione, ad indossare lettore Mp3 e ad ascoltare musica a livelli assordanti direttamente con gli auricolari. Il senso sarebbe almeno con la mia musica preferita posso coprire il rumore ambientale e cercare di dimenticarlo finché sono all’esterno. Ognuno fa ció che puó. Ma studi realmente effettuati su popolazioni sottoposte a rumore anche basso nelle ore notturne , hanno dimostrato che molti dei soggetti hanno problemi di insonnia, nervosismo, agitazione, stanchezza, irascibilitá. Il corpo e la mente non riescono a riposarsi mai in realtá poiché l’ esposizione notturna a rumori di vario tipo provoca la assenza di fase Rem nel sonno , fase indispensabile per il corretto e sereno riposo. Non sorprendiamoci poi se ogni tanto ci sentiamo sull’orlo di una crisi di nervi.













